Storia

La Lammia è una forma primitiva di edilizia agricola, testimonianza del rapporto viscerale del contadino con la sua terra. Queste primitive costruzioni, nate dapprima isolatamente come semplici rifugi e subito dopo come unità abitative di primi villaggi rappresentano una singolare specificità, un valore culturale, storico e paesaggistico di notevole importanza.

Si tratta di rifugi temporanei, utilizzati spesso in casi di emergenza: rapidi mutamenti del clima o eccessiva lontananza dalla propria abitazione rurale.

Caratteristica predominante della Lammia è la sua tecnica costruttiva: allo stesso tempo semplice ed ingegnosa. Sfruttando esclusivamente pietra e tufo, la sua edilizia consentiva di erigere abitazioni che sfidano ancora oggi il passare dei secoli.

Un’arte perfettamente nomade, una tecnica antica, bagaglio culturale di un intera società.

Non si conosce con esattezza l'epoca di costruzione delle Lammie.

Probabilmente sono stati edificati in periodi successivi a partire dal 1000 d.C. circa, in epoca bizantina, con pietre reperite in aperta campagna, il materiale cioè di risulta dei lavori di dissodamento dei terreni agricoli, materiale con il quale sono costruiti anche i numerosissimi tipici muretti a secco che recintano quasi tutte le proprietà agricole del territorio pugliese. Ciò ha permesso inoltre una perfetta mimetizzazione con l’ambiente circostante.

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